Archivio di giugno 2009

Gestione del personale: Questo sconosciuto!

gestione del personaleNel bizzarro mondo del marketing, in continua evoluzione, ci sono e devono esserci delle costanti, dei punti fermi.  Uno dei più importanti (su cui il buon Kotler doveva soffermarsi un tintin di più) è la gestione del personale.

  La stragrande maggioranza degli imprenditori italiani sottovaluta (per non dire “non conosce”) il marketing e le potenzialità che questo avrebbe sui prodotti che vende(e noi qui a sbavare su social/viral/buzz e compagnia bella)   ma quasi nessuno (il quasi lo metto per ottimismo) è in grado di gestire al meglio il personale. Questa è un’imperdonabile pecca che reca più danno all’azienda, all’imprenditore e quindi al prodotto che al personale stesso.  Che gli imprenditori se lo mettano in testa.

Sull’interessante  sito PMI  ho trovato un pezzo che, leggendolo, mi ha fatto lo stesso effetto che la Bellucci faceva al pescatore che mordeva il polipo  nella pubblicità di Dolce e Gabbana! Cito testualemnte:

Solo l’imprenditore che riesce a interpretare e soddisfare le aspettative dei dipendenti riuscirà a soddisfare anche quelle dei clienti. Google, Toyota o Apple sono esempi concreti di aziende amate dai propri impegati, ambienti di lavoro dove i talenti più brillanti e le volontà più tenaci ambiscono a lavorare per sentirsi parte di un insieme riconosciuto e stimato.

Anche le piccole imprese possono creare relazioni armoniche al proprio interno seguendo lo stesso approccio: il senso di appartenenza, se sviluppato, si traduce in efficienza interna, fedeltà e desiderio di migliorare la qualità del prodotto e del proprio status professionale, producendo un’azione salutare per l’intero ecosistema economico: impresa, dipendente, mercato e clientela.

Fondamentale è la figura del leader che, con autorevolezza, riesce a far condividere le proprie scelte e mantenere coesi gli staff, coinvolgendo e motivando il personale nel processo decisionale. Raggiungere un obiettivo diverrà così sinonimo di benessere personale oltre che aziendale”.

Un saluto a Monica!

Agostino Acri

SeoPQR

seopqr-roigurgito

Sabato è stata un’otiima idea partecipare al SeoPQR tenutosi a Roma a

LA PAMPA” (a cui consiglio a tutti di andare anche solo per vedere le foto del proprietario in bacheca)!!!

Non c’erano solo gli addetti “seo” ma di tutto il ramo del web marketing in generale.  Ho consciuto  personaggi davvero interessanti tra le orecchiette con lardo di colonnata e salsiccia e la grigliata mista!  Ovviamente: visitatori unici , strategie di seo e web marketing e gossip aziendali l’hanno fatta da padrone impadronendosi almeno dell’87,6% della conversazione totale… Il restante?  “donne e conto”: due argomenti molto salati!

Qui di seguito linko la lista dei partecipanti all’evento. Pare manchi solo il buon Claudio Vaccaro nella lista anche se è stato uno dei mattatori della serata.

Un saluto particolare va a Rolando De Persio, Antonello Maresca, Alessandro Binello e Fabio Sutto con cui ho avuto il piacere di sedere al tavolo.

Alla prossima cena!

Agostino Acri

Le community verticali

Le community verticali. Roigurgito

Le community verticali. Roigurgito

 

Facendo un giro sui motori di ricerca mi sono accorto che è praticamente inesistente la voce

community verticale”. Che cos’è una community verticale?

Ve lo spiego io!

Le community verticali, anche conosciute come “vortal” o “portali verticali” vanno innanzitutto distinte dalle community generaliste, i  cui i prodotti/servizi offerti sono a un livello di specializzazione basso (es libero, yahoo, clarence).

Le community verticali, invece, si muovono su segmenti di mercato specifici, offrendo servizi e contenuti ad alto valore che servono a soddisfare appieno i bisogni di una determinata categoria di utente.

Le community verticali rappresentano un nuovo e potente mezzo di informazione, aggregazione, comunità, comunicazione e vendità di prodotti e servizi.

Internet, anche nello svogliato stivale,  sta diventando il primo referente di chiunque voglia o debba informarsi e/o confrontarsi su qualsiasi cosa ed è chiaro che gli abitanti del virtuale, da sempre intesi come nomadi confusi, stanno diventando nicchie sempre più profilate che tendono a mettere radici( ma sia chiaro: mai fedeli).

Facebook, ad esempio, fu pensato come strumento per la creazione di infinite community verticali di primo livello ed in America così è stato. In Italia, invece, come si poteva prevedere, il faccia libro è diventato lo strumento primario (battendo anche Alfonso Signorini) di gossip su amici, amici degli amici e amici degli amici degli amici, o come vetrina per i brand.

Quali sono gli strumenti che consentono ad una community verticale di ricavare ricchezza?

In primis advertising mirata, ma anche e-commerc e iniziative di co-branding e co-marketing della community con altri siti con interessi simili o complementari.

Gli elementi che contraddistinguono una community verticale e ne definiscono il business model?
La community (il  cuore)
Le collaborazioni (la mente)
L’interattività (il corpo)

In Italia,  da un paio d’anni, grazie a società pioniere come TheBlogTv, sta prendendo sempre più piede il concetto di video community, piccole grandi youtube dai video contenuti specifici (es mammenellarete).

Agostino Acri