Archivio di luglio 2009

Web Coaching- Antonio Maresca

antonio-maresca

Carissimi,

Antonio Maresca è un Consulente internet per le aziende turistiche. Web coach per progetti internet in ambito turistico ed in particolare per alberghi, casa vacanze e portali turistici.

Lui, come tanti del settore 2.0, vive di un dramma perenne:

FAR CAPIRE AGLI ALTRI CHE LAVORO FA!

Riporto sotto il suo saluto/testimonianza.

“Faccio il Consulente!

Oggi in chat Agostino mi chiedeva di scrivere un piccolo contributo per questo blog: “Che dici se mi scrivi qualcosa sul tuo lavoro?”

Detto…fatto! L’argomento mi piace anche perchè alla domanda “che lavoro fai?” mi risulta sempre difficile spiegarlo, soprattutto ai non addetti ai lavori!

La storia inizia nel lontano 2000, quando per festeggiare il nuovo secolo e per dare compimento ai consueti buoni propositi di buon anno, decido di dare una svolta alla mia professione. Mi ero (e, purtroppo, mi occupo ancora in parte) occupato di servizi internet nell’accezione più bieca della mera fornitura del sito web :-(

Vado da mia moglie e le dico: “da oggi faccio consulenza e formazione”. Cacchio…voglio vendere siti e vedo che “questi” (così chiamo i miei cari amici albergatori) non sanno manco di cosa stiamo parlando. Mia moglie, Santa Donna, mi guarda con sguardo pietoso e, senza dire alcuna parola, mi lascia intendere che se è questa l’ulteriore croce che dovrà sopportare…e sia!

Mi armo di giacca, cravatta, valigetta e parto. Dimenticavo la guardia del corpo…perchè “questi” cioè “quelli” che non capivano nulla di web marketing, promozione, visibilità, posizionamento etc. etc. dopo i convenevoli saluti, cercavano di picchiarmi.

Ho tenuto duro! Sono passato dal cicaleggio del modem analogico all’adsl (mica tanto meglio…prima o poi faccio causa alla Telecom), dall’ elogio dei maghi e degli strateghi, furbi posizionatori sui motori di ricerca al web 2.0, dove tutto amiamo condividere anche sta minc…ta di post :-(

Il mio proposito non è cambiato. Pian piano ho visto, invece, cambiare “quelli” che volevano picchiarmi per il solo fatto che tentavo di spiegargli come potevano raddoppiare/triplicare il fatturato dei loro alberghi on line.

La gavetta e le “mazzate” sono servite perchè nelle lunghe ore di anticamera e di colloqui con bassa, media ed alta “manovalanza” alberghiera ho capito cosa fosse un albergo e, ancora di più, cosa fosse e come la pensasse un albergatore.

Oggi posso dire che la maggior parte delle mie “consulenze” vivono di quel background maturato in quelle sale d’attesa, nel continuo conflitto con la mia dignità ed il mio orgoglio.

Spiegare il mio lavoro, senza raccontare la mia storia in breve, sarebbe difficile da far capire…in fondo la domanda, a cui, evidentemente, non voglio/so dare la risposta, mi perseguita ! Guarda un po’ http://www.antoniomaresca.com/2008/11/ma-che-mestiere-fai.html

Buone vacanze…per chi può staccare :-)”

Approccio all’utente verticale

Approccio all'utente verticale

Carissimi,

oggi volevo riportare in questo articolo il tema disquisito la scorsa sera in una cena tra “addetti a lavori 2.0”!

Tra deliziosi salumi calabri bagnati da un ottimo vino toscano in attesa delle pappardelle al tartufo, salta fuori un: “ma voi, per i vostri progetti, preferite usarle o no  le chat”?

In parole povere, la domanda è “Il rapporto tra l’utente è la redazione di una community dev’ essere così personale?”

A mio avviso una domanda del genere non dovrebbe neppure essere posta. Chi la decanta, evidentemente, non ha ancora ben chiara la differenza tra “1.0! e “2.0”.

Eppure, senza la necessita di essere degli accaniti studiosi di mass media , sociologia, antropologia e web marketing, la direzione che “la rete” ha preso da tempo dovrebbe essere chiara a tutti quelli che hanno una connessione da 56k in su!

Come ben sappiamo la televisione tradizionale perde tempo di permanenza come sudore in agosto. Motivo?

· mancanza di verticalizzazione attiva (canali tematici compresi )

· mancanza di partecipazione attiva da parte dello spettatore

· possibilità di scegliere (cosa, dove quando, come e perché)

tutte queste carenze, ovviamente, sono e devono essere i punti di forza del web, in particolare del web 2.0, in particolare delle community verticali.

Chi gestisce una community verticale (community manager/redazione) non deve nella maniera più assoluta porre nessun tipo di barriera, virtuale e non, tra se e l’utente. Non dimentichiamo mai che il nostro scopo finale è quello di far diventare l’utente “creatore di contenuti”, oltre che fruitore degli stessi. Soprattutto nei primi periodi, quando la community è appena nata e deve iniziare a popolarsi, bisogna che gli utenti pionieri siano il più in target possibile con il tema della community e stabilire con questi un rapporto quotidiano fatto di scambi di idee, pareri e proposte che serviranno a migliore e perfezionare il vostro progetto in fase di lancio. Skype, msn e facebook dovranno necessarimente prendere buona parte della nostra giornata. Create degli account con il nome del vostro progetto oppure usate i vostri account personali (in base al tipo di progetto ed alla strategia di comunicazione che avete in mente) rapportandovi agli utenti (con i dovuti accorgimenti) nella stessa maniera in cui vi rapportate normalmente con gli altri componenti della vostra rubrica/chat/lista/amici. Se saremo bravi e attenti, quando la nostra community sarà popolatissima e non avremo il tempo di chattare con i vostri utenti, saranno proprio questi utenti/pionieri a fare questo lavoro per voi (esattamente come succede con gli animatori/moderatori di forum), garantendo un servizio ancora più certosino e motivante per tutti.

Se pensate che questo sia tempo perso avete perso in partenza!

Agostino Acri

Il Marketing salva la vita!

 

roigurgito

roigurgito

 

Wiki dice che il marketing è: “ un ramo della scienza economica che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato, degli utilizzatori con l’impresa. Il termine prende origine dall’inglese market, cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l’azione sul mercato stesso.

Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.”

Ma il marketing non serve solo a “piazzare” i prodotti aziendali. Dobbiamo essere tutti “uomini/donne marketing di noi stessi!

In questi giorni smanettando in rete ho trovato due notizie che mi hanno lasciato perplesso. Riporto i titoli:

Provoca incidente stradale mentre si masturba con una pompa pneumatica sul pene 

e

Donna si masturba con martello pneumatico e muore

INCREDIBILE MA VERO!

Non voglio dilungarmi ma pensate se queste due persone si fossero “piazzati” sul mercato. Si sarebbero evitate due stragi e si sarebbe salvata una vita!

Agostino Acri