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E’ Nata UserFarm

TheBlogTV, media company leader nell’attivazione di community online, annuncia il lancio di UserFarm , la nuova piattaforma internazionale di content crowdsourcing che coinvolge il pubblico nella realizzazione di contenuti e creatività per chiunque ne faccia richiesta.

UserFarm è un grande laboratorio dove i content maker - videomaker, pubblicitari, videoreporter, filmaker, videoartisti e tutti gli utenti della rete - partecipano attivamente ai contest e ai progetti proposti dalle aziende, dai broadcaster, e dalle agenzie di comunicazione, realizzando contenuti originali e guadagnando così denaro, esperienza e notorietà.

UserFarm è il partner ideale per tutte le imprese e organizzazioni che ricercano contenuti e creatività: campagne pubblicitarie, spot televisivi, grafica web, video advertorial, nuovi format tv, video per programmi televisivi, spot virali, etc. Perché accontentarsi di un solo talento quando se ne possono ingaggiare decine di migliaia?

“E’ grazie all’applicazione di uno tra i modelli di organizzazione del lavoro più innovativi, il crowdsourcing, che UserFarm è in grado di generare valore per le aziende attraverso il coinvolgimento di una estesa e crescente community di content maker - ha dichiarato Bruno Pellegrini, amministratore delegato di TheBlogTV – UserFarm è la consacrazione del progetto originale di TheBlogTV nato nell’ottobre del 2006 e che oggi acquisisce una dimensione autonoma”.

Per garantire un alto livello qualitativo delle proposte e migliorare costantemente i servizi a disposizione degli utenti, in UserFarm lavora uno staff con funzioni di guida e di orientamento che risponde alle domande e ai bisogni della community e, insieme, raccoglie i suoi commenti.

E come recita il pay-off Where creativity pays, l’originalità e il talento degli iscritti alla community sono ricompensati: grazie ai progetti di Intesa Sanpaolo, Rai, Babelgum, e Dahlia X Network, con cui UserFarm in questi giorni debutta sul web, la quota a loro disposizione supera già i 30.000 €.

Entro la fine dell’anno UserFarm verrà lanciato anche in Spagna e Francia, e aprirà le sue community a nuovi settori come la Grafica, la Fotografia, e l’Audio.

Il volto dell’Orgasmo

Il volto dell'orgasmo

Uno degli errori più gravi e ripetuti dell’essere umano è quello di confondere il significato delle parole e quindi della loro dimensione temporale.

Da questo catulliano scambio semantico nascono i cosiddetti “conflitti interni”.

Uno dei classici esempi è quello: felicità/serenità.  Tutti almeno una volta abbiamo detto “vorrei essere una persona felice”errore! La serenità è uno status che può avere una durata, più o meno lunga, la felicità no. La felicità è un effetto derivato da alcune cause di cui noi siamo protagonisti o antagonisti o, in alcuni casi, spettatori.

La felicità è una sensazione fulminea che cessa nello stesso istante in cui viene riconosciuta.

Esempi di felicità:
•    Per un neonato: la prima volta che succhia il latte dal seno della madre
•    Per un masochista: ascoltare il “dlin dlon” di porta a porta
•    Per tutto il resto del mondo, compreso il 67,8% dei sacerdoti: L’orgasmo!
L’orgasmo è felicità. Essendo, come prima si diceva, una scossa di irrisoria durata, tranne per chi pratica il tantra, abbiamo mai avuto modo di vedere le nostre facce durante l’attimo felice? Si, insomma, durante l’orgasmo?
Nasce, a questo scopo, oltre che ha quello economico, la video community: beautiful agony.

ATTENZIONE: non è un sito porno!
Tutte le persone non timide e che non hanno problemi a farsi riconoscere possono pubblicare il video (sono ammesse solo inquadrature del viso) della loro sequenza d’orgasmo!

Ad incentivare questa bizzarra idea vi è l’aspetto economico: 200 dollari per ogni video che viene caricato! Per poter vedere tutti i video bisogna registrarsi al sito, ma potete gustarvi qualche trailer omaggio. Ovviamente il sito spopola di curiosi. Gli inventori dicono: “Il sito ammette: “Non sappiamo cosa stanno facendo, sappiamo solo che è reale ed è sexy as hell (sexy come l’inferno)”.
ROIgurgito vi offre un video, tanto per rendere l’idea!

Immagine anteprima YouTube

Lo so, lo so, non era un video di quelli del sito recensito, non ho resistito!

Agostino Acri

Nell’era del web 2.0

Nell'era del web 2.0Nel dicembre 2006 il Time sceglieva di riservare l’ambita copertina di Person of the Year 2006 a un generico You. Quel pronome personale è divenuto simbolo di tutte le persone che, all’interno della società dell’Informazione, hanno rivoluzionato il modo di concepire e utilizzare Internet. Le dinamiche relative al Social Computing, più comunemente racchiuse sotto l’etichetta di Web 2.0, hanno decretato l’affermazione di un nuovo paradigma comunicativo caratterizzato dalla collaborazione e dalla condivisione orizzontale di informazioni e di conoscenza.

Il passaggio dalla fase precedente di Internet al suo possibile upgrade risiede principalmente nell’evoluzione di una serie di siti statici in un’innovativa dimensione collaborativa incentrata sull’utilizzo del web come piattaforma. L’era del Web 2.0 sembra dunque reggersi sul presupposto fondamentale secondo cui sono gli utilizzatori ad aggiungere valore ai servizi che il web propone. Grazie all’architettura partecipativa messa a disposizione da questa nuova generazione di applicazioni, gli utenti assumono il ruolo di co-sviluppatori facendo proprie le dinamiche dell’open source e del “beta perpetuo” (ovvero degli aggiornamenti continui dei software cosicché non esistano più distinzioni tra la versione di test e quella di produzione).

Sono gli utenti, dunque, a indirizzare lo sviluppo tecnologico secondo quelli che sono i propri desideri e le proprie esigenze. Ciò equivale a una fase matura di prosuming (producing + consuming) che permette ad ogni singolo utente di “evolversi” e trasformare, simultaneamente, il contesto in cui egli agisce, elevandosi a produttore tanto della tecnologia quanto dei contenuti che la tecnologia veicola al suo interno.

Televisione, stampa, pubblicità, cinema, radio e industria musicale si trovano ora a fare i conti con la definitiva legittimazione su scala di massa degli User Generated Content (UGC), i contenuti prodotti in maniera autonoma e creativa dagli utenti che hanno rapidamente affiancato o addirittura stravolto le tradizionali dinamiche dell’industria culturale e della distribuzione editoriale. Tale principio è a scrivibile alla progressiva proliferazione dei “Social Media” come inedite piattaforme comunicative in grado di indirizzare e favorire il passaggio dal broadcasting alle forme di comunicazione partecipative e orizzontali che la Rete propone. Una fase, pertanto, in cui si è passati dal semplice prelevamento di informazioni a nuove forme di partecipazione – “Social Networking” e “Wikinomics” – che prevedono la produzione dal basso di prodotti realizzati e distribuiti socialmente. All’interno di questo mutato scenario mediale, è la “rete” che si crea tra elementi dislocati e de localizzati a fornire il presupposto ideale per l’implementazione continua e collaborativa dei processi creativi.

Quello che segue può essere considerato un Decalogo del Web 2.0:

1. Il Web è una piattaforma. Dai software installati sul pc degli utenti si arriva ai software-servizi accessibili online. Dati e software che li analizzano sono tutti online, non più scorporati.

2. Il Web è funzionalità. Si compie la transizione dei siti web da silos di informazioni a fonti di contenuto e servizi.

3. Il Web è semplice. Si facilita l’accesso e l’utilizzo dei servizi web anche da parte degli “earlyadopter” utilizzando interfacce utente leggere e basate, per esempio, su AJAX ma ricche,interattive e facili da usare (user friendly).

4. Il Web è leggero. I modelli di sviluppo, i processi e i modelli di business diventano leggeri. Laleggerezza è connotata dalla condivisione di contenuti e servizi e abilitata dall’implementazione dielementi modulari intuitivi e di facile utilizzo.

5. Il Web è sociale. Le persone fanno il Web, “popolano il Web”, socializzando e spostando via viamaggiori componenti dalla vita fisica a quella online.

6. Il Web è flusso. Viene data fiducia agli utenti come co-sviluppatori e si accetta di vivere unacondizione di “beta perpetuo”, che sancisce la morte del ciclo di adozione del software.

7. Il Web è flessibile. Il software si colloca a un livello superiore rispetto al singolo dispositivo(device) per fare leva sul potere della Long Tail attraverso il customer self-service e sulla gestionedi dati algoritmici per raggiungere l’intero Web: le periferie e non solo il centro, la coda lunga enon solo la testa.

8. Il Web è mixabile. La diffusione di codici per modificare le applicazioni web (come fa, per esempio, Google con il suo Google Maps) permette a tanti smaliziati individui, non necessariamente professionisti dell’informatica, di mixare un’applicazione con un’altra per ottenerne una terza. È questa la potenza del Web 2.0, una catena senza fine di incroci (in gergo,mashup).

Tratto da Di Bari, V., a cura di, 2007, Web 2.0. I consigli dei principali esperti italiani e internazionali per affrontare lenuove sfide, Il Sole 24 ORE, Milano.