Gestione del personale: Questo sconosciuto!

gestione del personaleNel bizzarro mondo del marketing, in continua evoluzione, ci sono e devono esserci delle costanti, dei punti fermi.  Uno dei più importanti (su cui il buon Kotler doveva soffermarsi un tintin di più) è la gestione del personale.

  La stragrande maggioranza degli imprenditori italiani sottovaluta (per non dire “non conosce”) il marketing e le potenzialità che questo avrebbe sui prodotti che vende(e noi qui a sbavare su social/viral/buzz e compagnia bella)   ma quasi nessuno (il quasi lo metto per ottimismo) è in grado di gestire al meglio il personale. Questa è un’imperdonabile pecca che reca più danno all’azienda, all’imprenditore e quindi al prodotto che al personale stesso.  Che gli imprenditori se lo mettano in testa.

Sull’interessante  sito PMI  ho trovato un pezzo che, leggendolo, mi ha fatto lo stesso effetto che la Bellucci faceva al pescatore che mordeva il polipo  nella pubblicità di Dolce e Gabbana! Cito testualemnte:

Solo l’imprenditore che riesce a interpretare e soddisfare le aspettative dei dipendenti riuscirà a soddisfare anche quelle dei clienti. Google, Toyota o Apple sono esempi concreti di aziende amate dai propri impegati, ambienti di lavoro dove i talenti più brillanti e le volontà più tenaci ambiscono a lavorare per sentirsi parte di un insieme riconosciuto e stimato.

Anche le piccole imprese possono creare relazioni armoniche al proprio interno seguendo lo stesso approccio: il senso di appartenenza, se sviluppato, si traduce in efficienza interna, fedeltà e desiderio di migliorare la qualità del prodotto e del proprio status professionale, producendo un’azione salutare per l’intero ecosistema economico: impresa, dipendente, mercato e clientela.

Fondamentale è la figura del leader che, con autorevolezza, riesce a far condividere le proprie scelte e mantenere coesi gli staff, coinvolgendo e motivando il personale nel processo decisionale. Raggiungere un obiettivo diverrà così sinonimo di benessere personale oltre che aziendale”.

Un saluto a Monica!

Agostino Acri

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