Glossario 2.0

roigurgito

Ecco un elenco di termini 2.0 rigorosamente in ordine sparso!

Bookmark

Definito anche “segnalibro” e presente in tutti i browser, permette l’automatica memorizzazione del sito che stiamo visitando in modo da poterci tornare con la semplice selezione dell’intestazione del sito. (vedi socialbookmarking)

Connotea

è un servizio di social bookmarking pensato per la comunità scientifica internazionale. Unisce i servizi di tagging a un target scientifico e servizi innovativi quali commentare gli URI inseriti con possibilità di esportare automaticamente la propria library in formato RIS (usato per le references nei paper scientifici). L’idea di poter commentare gli URI inseriti crea delle discussioni e dei pareri collegate in modo del tutto automatico e molto simile a quello che succede nei blog e in altri social software.

Digg

è una piattaforma Web-2.0 che combina il concetto di social bookmark con i blog, specializzatasi su notizie, video e podcast. Gli utenti creano dei rimandi alle novità, con titolo, descrizione e categoria, che vengono valutati positivamente dagli altri utenti grazie al collegamento ”digg it!“.

Facebook

è uno strumento sociale che collega tra loro le persone; per lavoro, per gioco, per ritrovarsi, per condividire.

Flickr

permette agli iscritti di condividere fotografie personali con chiunque abbia accesso a Internet, in un ambiente Web 2.0

LibGuides

è il sistema di gestione e condivisione dei contenuti per le biblioteche.

Library 2.0

Library 2.0 o Biblioteca 2.0 è un termine con valenza molto ampia che designa un modello di servizi bibliotecari modernizzati e riflette la transizione nel modo in cui i servizi sono erogati agli utenti all’interno del mondo bibliotecario. Il concetto di Library 2.0 deriva da quello di Business 2.0 e di Web 2.0 ed ha in comune con questi due concetti la filosofia che sta alla base. Library 2.0 include dei servizi online, come l’utilizzo degli OPAC, e comporta un sempre maggior flusso di informazioni fornite dall’utente alla biblioteca.

LibX

è un plug-in open source di Firefox e Explorer che consente l’accesso dirette alle risorse in biblioteca.

Mashup

Per mashup (dall’inglese ”to mash”, mescolare) si intende la creazione di nuovi contenuti tramite la (ri)combinazione di testi già esistenti. Testi, dati, immagini, suoni o video possono essere combinati allo stessa stregua di un collage. I mashup utilizzano allo scopo le interfacce di programmazione (API) aperte, che rendono disponibili altre applicazioni web.

Ad esempio, tramite le API di Google, è possibile creare siti web che utilizzano cartine o foto da satellite e dotarli di contrassegni personalizzati. Anche l’API di Flickr viene spesso utilizzata per integrare le foto in nuove applicazioni.

Una numero particolarmente elevato di mashup collega in questo modo dati geografici, ad esempio di Google Maps, con altri contenuti come foto o piccoli annunci. Possono essere anche integrati video provenienti da altri siti web, ad esempio da YouTube.

Podcasting

Definisce la produzione e l’offerta di dati media (podcast audio o video) in Internet. La parola è composta dai due lemmi iPod e broadcasting. Un singolo podcast è quindi una serie di contributi media (episodi) che possono essere ricevuti automaticamente tramite un feed (per lo più RSS).

Slideshare

permette agli iscritti di condividere le proprie presentazioni in ppt con chiunque abbia accesso a Internet, in un ambiente Web 2.0

Social bookmarking

è un servizio basato sul web, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti.Questi elenchi sono liberamente consultabili e condivisibili con gli altri utenti appartenenti alla stessa comunità virtuale.

Social network

Reti basate sul Web, in cui gli utenti possono lasciare un profilo personale, spesso corredato da foto, musica o video. Esempi di tali applicazioni Web 2.0 sono MySpace, Facebook etc. I contatti degli utenti compaiono non di rado sui rispettivi profili, il che agevola il collegamento con contatti di secondo grado.

Social software

Il termine riguarda tutte quelle applicazioni software che consentono agli individui di incontrarsi, interagire e collaborare in rete ed, in particolare, di creare comunità on-line.

Tag Cloud

Letteralmente nuvola di tag. Non è altro che un insieme di tag (parole chiave) associate ai vari post. L’insieme viene rappresentato dando risalto ai termini più utilizzati ingrandendone il carattere. In proporzione più un tag viene utilizzato e più avrà una dimensione rilevante.

Tag

Il più importante aiuto per la navigazione sul Web 2.0. All’interno dei blog e delle community i contenuti dell’autore vengono corredati con voci di propria scelta, i cosiddetti tag. Pertanto altri utenti, ad esempio nella foto-community Flickr, possono ricercare delle foto con un determinato motivo.

Tagging

L’attribuzione di una parola chiave (tag) ad una risorsa informativa. E’ un’operazione sempre più presente sul Web per archiviare indirizzi internet, fotografie, video, documenti individuando velocemente l’argomento principale dal punto di vista degli utenti. L’uso esteso e sociale del tagging va a costituire una folksonomia, ovvero un organizzazione delle risorse costruita dal basso con modalità emergente. Viene definita solitamente social tagging. Si oppone alla tassonomia che al contrario è costruita e calata dall’alto attraverso strutture non modificabili dall’utente.

Trackback

Per trackback si intende il collegamento di contenuti in altri blog.

Vlog

Abbreviazione per video log. Blog, in cui i post non sono costituiti da contributi di testo, quanto piuttosto, per la maggior parte, da video (ad es. Youtube).

Web cast

I webcast hanno uno scopo simile a quello delle trasmissioni televisive, ma a differenza di queste vengono diffuse via internet. I webcast possono essere trasmessi in diretta oppure essere disponibili su richiesta (on demand).

Widget

Unitamente al Web 2.0, i widget sono piccoli programmi di supporto che appaiono sul desktop di un computer. Ad esempio un traduttore rapido, notizie meteo o un piccolo calcolatore, che possono essere scaricati sul computer dapprima sotto forma di applicazione.

Wiki

Un progetto collettivo, in cui le informazioni vengono inserite da più utenti e collegate tra loro. La creazione di questo tipo di contenuti viene spesso denominata crowdsourcing. Il wiki più conosciuto è Wikipedia, l’enciclopedia online presente dal 2001.

YouTube

è un sito web che consente la condivisione di video tra i suoi utenti; fa uso della tecnologia di Adobe Flash per riprodurre i suoi contenuti, così come Google Video. Lo scopo di YouTube è quello di ospitare solamente video realizzati direttamente da chi li carica anche se spesso contiene materiale di terze parti caricato senza autorizzazione, come spettacoli televisivi e video musicali. Il rispetto del regolamento del sito, che vieta l’upload di materiale protetto da diritto d’autore se non se ne è titolari, si basa su una verifica ex post di quanto proposto dagli utenti. YouTube consente l’incorporazione dei propri video all’interno di altri siti web e si occupa anche di generare il codice HTML necessario.

Buzz marketing

utilizzare notizie di alto-profilo che inducano la gente a parlare della marca. La marca è protagonista della conversazione.

Viral marketing

messaggi d’informazione o intrattenimento destinati ad essere scambiati tra gli utenti in maniera esponenziale, elettronicamente o via e-mail. La marca è sponsor della conversazione.

Community marketing

formare o supportare comunità di nicchia che condividono uno specifico interesse intorno ad un brand (come ad esempio: user groups, fan clubs e forums di discussione).

Generare e fornire strumenti, contenuti e informazioni che supportino/alimentino queste communities.

Grassroot marketing (grass=erba; root=radice)

organizzare e motivare dei volontari per ottenere risonanza personale (basata sulle loro relazioni) o locale (basta sulla loro zona di influenza). Grassroot si riferisce ai media alternativi, definiti anche anche “radicali”, dei cittadini, comunitari, e ancora i media dal basso ovvero grassroot media.

Evangelist marketing

coltivare evangelisti, sostenitori, volontari e incoraggiarli ad avere un ruolo di leadership attiva nella diffusione e veicolazione del “verbo” connesso ad un brand, prodotto o servizio.

Product seeding

piazzare il giusto prodotto al posto giusto nel momento giusto, fornendo informazioni o samples per sensibilizzare i consumatori.

Influencer marketing

identificare comunità “chiave” e opinion leaders che sono in grado di parlare del prodotto ed influenzare l’opinione degli altri.

Cause marketing

supportare cause sociali per ottenere il rispetto e l’appoggio degli individui “affezionati alla causa”.

Brand blogging

creare blogs e/o partecipare in blogosfera, con lo spirito di instaurare conversationi aperte, sincere, trasparenti. Condividere informazioni chiave, che hanno valore, di cui la gente possa parlare.

Referral programs

creare strumenti e soluzioni che permettano al consumatore soddisfatto di riferire e trasmettere la sua soddisfazione ad altri consumatori.

Social media (social networking)

i mezzi digitali (piattaforme e strumenti) attraverso i quali gli utenti della rete possono interagire tra loro in modo interattivo. Non solo attraverso il testo, ma anche grazie ad immagini, video, audio, condivisione online di risorse etc. I mezzi come social network, blog, wiki, podcast, video online etc., sono i mezzi che le aziende possono usare in modo strategico.

Guerrilla web marketing

Si tratta di tecniche alternative per veicolare un brand o promuovere un prodotto attraverso azioni piccole e fortemente localizzate sul territorio, caratterizzate da pratiche sorprendenti e non ortodosse. La Guerrilla Web Marketing applicata, con una spesa minima, un marchio o un nuovo prodotto può acquistare valore su internet. Le armi fondamentali Guerrilla Marketing in rete sono: le tecniche virali, blog aziendali e opinion leader, ecc.

Marketing web 2.0

L’affermazione del web 2.0 sta dando vita a molteplici tecniche, operative sia on-line che off-line ed integrabili tra di loro per coinvolgere ed incoraggiare le persone a parlare di prodotti, marche e servizi. Le tipologie più comuni di marketing nel web 2.0 sono:

Advertising online

Consiste nell’attività di comunicazione relativa alla pubblicità e promozione condotta sul web. Le più diffuse sono: banner, link di testo, posizionamento sui motori di ricerca, newsletter, keyword advertising, campagne display advertising, e-mail advertising. Altra forma dell’Advertising online è il “Contextual advertising”. La pubblicità contestuale è l’integrazione tra contenuto (testo) e informazione pubblicitaria (testuale) linkabile (AdSense di Google associa gli annunci al contenuto del tuo sito e ti permette di guadagnare ad ogni clic dei visitatori). Associabile ai “banner per keyword” e ai link sponsorizzati nei motori di ricerca, il Contextual Advertising rientra nel più generico Keyword Advertising, cioè quella parte della pubblicità in Rete che lega la visualizzazione del messaggio pubblicitario (testuale, grafico o entrambi) ad uno o più parole chiave. Il grande vantaggio di questo tipo di pubblicità è la capacità di diventare visibile laddove più è utile per entrambi gli attori, inserzionista e visitatore. Offre, infatti, una maggiore profondità informativa al sito che la ospita/visualizza, arricchendolo e spesso aggiungendo la componente commerciale, come prezzi, offerte, sconti, last minute, ecc.

RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication)

è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l’estensibilità e la flessibilità. RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, …). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse.

PDF (Portable Document Format)

è un formato di file basato su un linguaggio di descrizione di pagina sviluppato da Adobe Systems per rappresentare documenti in modo indipendente dall’hardware e dal software utilizzati per generarli o per visualizzarli. Un file PDF può descrivere documenti che contengono testo e/o immagini a qualsiasi risoluzione. È un formato aperto, nel senso che chiunque può creare applicazioni che leggono e scrivono file PDF senza pagare i diritti (royalties) alla Adobe Systems. Adobe ha un numero elevato di brevetti relativamente al formato PDF, ma le licenze associate non includono il pagamento di diritti per la creazione di programmi associati.

iSpot

L’avvento del digitale terrestre Tv interattiva (DTT) ha portato alla pubblicità interattiva. Le modalità di fruizione televisiva in tutte le sue dimensioni e in tutti i suoi oggetti, ivi compresa la pubblicità Aziende e agenzie si troveranno fra le mani uno strumento in grado di coniugare i vantaggi dell’advertising tradizionale sul mezzo più di massa che esista, la Tv, con una comunicazione interattiva e personalizzata, mirata a promozioni e direct marketing. Spot interattivo più overlay (max 90 secondi) ; Telepromozione interattiva (max 120 secondi); Banner con Dal (dedicated advertising location).

Media center

Un media center è un computer adibito all’ascolto di musica, visione di film e immagini memorizzati in un hard disk o in una rete (a volte anche wireless), visione di film DVD e spesso per guardare e registrare trasmissioni televisive. Nel settore web è un sito che distribuisce contenuti multimediali (video e audio). Alcuni software possono anche fare altre cose, come recapitare news (RSS) da internet. Tipicamente un media center offre le seguenti caratteristiche all’utente: possibilità di ricevere digital media files (tramite segnale video diretto, rete o USB); possibilità di immagazzinare digital media (di solito su hard disk); possibilità di registrare digital media da un televisore o da un sistema hi-fi; facilità di utilizzo (paragonato a un computer equipaggiato per il video editing).

Net TV

È uno strumento aperto ed ha Internet come antenna, è un’alternativa all’IPTV. È ricca di contenuti generati da produzioni indipendenti, capaci di soddisfare i gusti anche di nicchie molto piccole. La TV “classica” è di solito generalista, spara quindi sul mucchio cercando di proporre contenuti che vadano bene al maggior numero di telespettatori possibile. E’ prevalentemente non lineare, ovvero non in diretta. I contenuti vengono di norma selezionati e scaricati usando un PC, per poi essere visti dove e quando si vuole. Net TV che, sostenuta dalla facilità d’accesso alla Rete e dalla crescente ampiezza di banda, riesce a superare tutte queste costrizioni. La magia dell’online sta proprio in questo: quantità di contenuti d’intrattenimento incredibilmente ampi e diversificati sono disponibili a chiunque in qualsiasi momento, tutti i vincoli, dettati dalla limitatezza delle risorse nel mondo fisico, svaniscono. Per questo nel prossimo futuro assisteremo a una vera rivoluzione delle regole del fare e del fruire la TV, con la possibilità per tutti di entrare in gioco.

IPTV (Internet Protocol Television)

È un sistema atto a utilizzare l’infrastruttura di trasporto IP per veicolare contenuti televisivi in formato digitale attraverso connessione internet a banda larga. Spesso la fruizione dei contenuti televisivi è offerta in modalità Video on Demand ed abbinata all’accesso al web ed al VOIP, poiché questi tre servizi condividono la stessa infrastruttura. Per i prossimi anni molti si attendono che l’IPTV avrà una forte diffusione, di pari passo con la disponibilità della banda larga. L’interesse degli utenti finali è ulteriormente spinto dalla sempre maggiore disponibilità di contenuti sia a pagamento che gratuiti. Al momento, le sole alternative all’IPTV sono le distribuzioni televisive tradizionali come la televisione analogica terrestre, il digitale terrestre, il satellite e, nei paesi in cui viene usata, la TV via cavo.

HDTV

televisione ad alta definizione, (acronimo dell’analogo termine inglese High Definition TeleVision), o anche semplicemente alta definizione, è la televisione con video di qualità significativamente superiore a quello degli standard televisivi analogici maggiormente diffusi nel mondo nella seconda metà del XX secolo e ancora oggi molto diffusi, standard televisivi che rientrano nella SDTV. È in altre parole un termine che sta ad indicare genericamente un livello qualitativo dell’immagine televisiva. A differenza della SDTV, in cui l’aspect ratio è sia nel tradizionale formato 4:3 che in quello widescreen 16:9, l’alta definizione ha come aspect ratio standard il 16:9. Se la realizzazione tecnica (produzione del contenuto, encoding digitale, trasmissione, ricevitore, display) non lo impedisce, HDTV ha il potenziale di permettere un livello qualitativo più elevato di quello attualmente in uso.

RFID (acronimo di Radio Frequency IDentification - traducibile in Identificazione a radio frequenza)

è una tecnologia per la identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID usando dei lettori RFID.

UGC - User generated content

La possibilità di estendere la partecipazione dei navigatori tramite la produzione di materiale (testuale, video, audio, grafico) pertinente all’oggetto del sito, costruendo così una piattaforma mutevole e duttile che diviene uno specchio realistico dello stato di fatto che ruota attorno al business di chi lo propone.

Certamente questo modello di propagazione sociale può suggerire interessanti opportunità di business. Si deve creare una piattaforma nella quale il buzz divenga potente veicolo di orientamento, nella quale i suggerimenti dei consumatori/utenti divengano più autorevoli del content studiato-sintetico dell’agenzia che cura lo sviluppo del contenitore.

Blog (web log)

Indica un sito web autogestito dove vengono pubblicate in tempo reale notizie, informazioni, opinioni o storie di ogni genere, visualizzate in ordine cronologico inverso. Il blog è uno strumento di libera espressione, una via di mezzo tra la homepage personale e il forum di discussione, che tiene traccia (log) degli interventi dei partecipanti. Un blog può essere personale, un diario online costantemente aggiornato che tutti possono leggere, oppure può essere uno spazio sul web attorno al quale si aggregano navigatori che condividono interessi comuni. Una definizione abbastanza condivisa fa riferimento al CMS che rende particolarmente agevole la creazione e l’aggiornamento dei contenuti, anche senza avere competenze relative al codice. Alcune variazioni di blog: VBLOG (Video Blog) un blog che usa video per rappresentare contenuti anche se supportato da testi immagini e meta dati che lo collegano ai video gestiti; Moblog

Blog contenente fotografie aggiornato in tempo reale tramite telefono cellulare dotato di fotocamera. Il termine fonde i due termini mobile e blog.

CMS (Content management system)

Sistema di gestione dei contenuti attraverso dei sistemi software per organizzare e facilitare la creazione collaborativa di documenti e altri contenuti specialmente su Internet. L’utilità di questi sistemi non è limitata alla gestione di siti web particolarmente se di grandi dimensioni e frequentemente aggiornati

Peer-to-peer (P2P)

Si intende una rete di computer o qualsiasi rete informatica che non possiede client o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (peer, appunto) che fungono sia da client che da server verso altri nodi della rete. Questo modello di rete è l’antitesi dell’architettura client-server. Mediante questa configurazione qualsiasi nodo è in grado di avviare o completare una transazione. I nodi equivalenti possono differire nella configurazione locale, nella velocità di elaborazione, nella ampiezza di banda e nella quantità di dati memorizzati. L’esempio classico di P2P è la rete per la condivisione di file (File sharing).

File sharing

È la condivisione di file all’interno di una rete comune. Può avvenire attraverso una rete con struttura client-server oppure peer-to-peer. Le più famose reti di peer-to-peer sono: Gnutella, Napster, eDonkey, WinMX, Emule, Shareaza, Limewire. Programmi di File-sharing, sono utilizzati direttamente o indirettamente per trasferire file da un computer ad un altro su Internet, o su reti aziendali Intranet. Questa condivisione ha dato origine al modello peer-to-peer.

Folksonomia

È un neologismo derivato dal termine di lingua inglese folksonomy che descrive una categorizzazione collaborativa di informazioni mediante l’utilizzo di parole chiave scelte liberamente. In maniera più semplice e concreta, questo termine si riferisce alla metodologia utilizzata da gruppi di persone che collaborano spontaneamente per organizzare in categorie le informazioni disponibili attraverso internet (vedi web 2.0).

Questo fenomeno, in contrasto con i metodi di classificazione formale (in particolare con la tassonomia classica), cresce soprattutto in comunità non gerarchiche legate ad applicazioni web, attraverso le quali vengono diffusi contenuti testuali e/o multimediali.

Considerato che gli organizzatori dell’informazione sono di solito gli utenti finali, la folksonomia produce risultati che riflettono in maniera più definita l’informazione secondo il modello concettuale della popolazione in cui il progetto viene realizzato. La folksonomia non è direttamente collegata al concetto di classificazione a faccette della biblioteconomia.

Google Earth

è un software che genera una immagine virtuale della Terra utilizzando immagini satellitari, fotografie aeree e dati topografici memorizzati in una piattaforma GIS. Il programma è distribuito gratuitamente dalla società Google. Inizialmente il programma si chiamava Keyhole ed era sviluppato dalla Keyhole, inc. ma nel 2004 la società venne acquisita da Google e il software rinominato di conseguenza. Il programma richiede un sistema operativo Microsoft Windows, Mac OS X o Linux.

Google Maps

è un servizio accessibile dal relativo sito web e che consente la ricerca e la visualizzazione di mappe geografiche di buona parte della Terra. Oltre a questo è possibile ricercare servizi in particolari luoghi, tra cui ristoranti, monumenti, negozi, trovare un possibile percorso stradale tra due punti e visualizzare foto satellitari di molte zone con diversi gradi di dettaglio (per le zone che sono state coperte dal servizio si riescono a distinguere in molti casi le case, i giardini, le strade e così via).

Hackeraggio

È un metodo che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita. Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire dagli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione corretta è, però, “cracker”).

Area diritti e copyright

Creative Commons (CC)

È un’organizzazione non-profit, nata alla Stanford University, dedicata all’espansione della portata delle opere di creatività disponibili per la condivisione e l’utilizzo da parte degli altri e per fornire anche la possibilità di poter costruire, com’è sempre avvenuto prima che si abusasse della legge sul copyright, sul lavoro degli altri nel pieno rispetto delle leggi esistenti. Il sito web di Creative Commons permette a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservarne gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content). L’intenzione è quella di evitare i problemi che le attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni. Licenza Creative Commons è la denominazione di alcune licenze di diritto d’autore rilasciate a partire dal 16 dicembre 2002 dalla Creative Commons, una società non-profit statunitense fondata nel 2001. In breve, le sei licenze Creative Commons (attualmente alla versione 3.0) si ottengono combinando tra loro i seguenti quattro condizioni:

- Attribuzione - Attribution - (by): permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell’opera e dei lavori derivati da questa a patto che vengano mantenute le indicazioni di chi è l’autore dell’opera (i credit). Questo attributo è sempre presente in tutte e sei le licenze.

- Non commerciale - Noncommercial - (nc): permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell’opera e dei lavori derivati da questa solo per scopi di natura non commerciale.

- Non opere derivate - No Derivative Works - (nd): permette che altri copino, distribuiscano, mostrino ed eseguano soltanto copie identiche dell’opera; non sono ammessi lavori che derivano dall’opera o basati su di essa.

- Condividi allo stesso modo - Share Alike - (sa): permette che altri distribuiscano lavori derivati dall’opera solo con una licenza identica a quella concessa con l’opera originale.

Nuovi trend

i nuovi trend (Cool hunter) che emergono dalla strada a dal web, ricerca delle caratteristiche di quel paese o di quella città che hanno probabilità di affermarsi a livello globale e quindi diventare moda, aiutando così le aziende di design, comunicazione, distribuzione e cosmesi, capire il webstyle in quale direzione si sta muovendo.

Content design

L’alberatura e la navigazione di un sito (architettura delle informazioni). Il mock-up. I contenuti scritti: alcune regole per la scrittura web (tagline, microcontent, labelling, Breadcrumbs, ecc.). Separare contenuto e presentazione.

Tecnologie Web 2.0

è costruito con tecnologie come Ajax*, un approccio di sviluppo web basato su JavaScript ed il linguaggio di programmazione XML. Questa miscela di tecnologie permette alle pagine di funzionare più come applicazioni per il desktop che come pagine di contenuto statico antiquate che troviamo di solito sul web. Gli aggregatori RSS, i motori di ricerca, i portali, le API (Application Programming Interfaces) ed i servizi Web come Google Maps ci forniscono funzioni e servizi con un’interfaccia superiore. L’interfaccia di Flickr è una delle più intuitive ed amate. Del.icio.us offre funzionalità personali e sociali ed arriva molto oltre il suo sito. Interfacce come queste stanno cambiando il modo in cui custodiamo, accediamo e condividiamo le informazioni. Questa miscela di tecnologie permette alle pagine di funzionare più come applicazioni per il desktop che come pagine di contenuto statico. Per i professionisti che lavorano in azienda, il web è una piattaforma per gli affari. Per chi si occupa di marketing, il web è una piattaforma per la comunicazione. Per i giornalisti il web è una piattaforma per i nuovi media. Per i tecnici, il web è una piattaforma di sviluppo software.

Ajax

acronimo di Asynchronous JavaScript and XML, è una tecnica di sviluppo web per creare applicazioni web interattive. L’intento di tale tecnica è quello di ottenere pagine web che rispondono in maniera più rapida, grazie allo scambio in background di piccoli pacchetti di dati con il server, così che l’intera pagina web non debba essere ricaricata ogni volta che l’utente effettua una modifica. Questa tecnica riesce, quindi, a migliorare l’interattività, la velocità e l’usabilità di una pagina web.

 

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