Archivio tag: Agostino Acri

Guida al marketing - Lezione 1

Roigurgito

Roigurgito

1) Sei a una festa e vedi una gran figa. Ti avvicini e le dici: “io scopo da dio”.
Questo è direct marketing.

2) Sei a una festa con degli amici e vedi una gran figa. Uno dei tuoi gli si avvicina e dice:”quello lì scopa da dio”.
Questa è advertising.

3) Sei a una festa e vedi una gran figa. Le chiedi il numero di cellulare; il giorno dopo la chiami e dici: “ti volevo dire che io scopo da dio”.
Questo è telemarketing.

4) Sei a una festa e vedi una gran figa; la conosci. Ti avvicini, le rinfreschi la memoria e dici:”è passato del tempo, ma non ho dimenticato, ti ricordi di quanto io scopi da dio?”.
Questo è customer relationship management.

5) Sei a una festa e vedi una gran figa; ti alzi, ti sistemi i vestiti, ti avvicini, le versi da bere e le dici quanto buono sia il suo profumo, ammiri i suoi vestiti, le offri una sigaretta e dici: “io scopo da dio”.
Questo è public relations.

6) Sei a una festa e vedi una gran figa. Ti avvicini e le dici: “io scopo da dio” ed in più le mostri il pacco dal vivo.
Questo è merchandising.

7) Sei a una festa e vedi una gran figa. Lei si avvicina e ti dice: “ho sentito che scopi da dio”.
Questo è branding.

8) Sei a una festa e vedi una gran figa. Ti avvicini,le palpi il culo e tette e le dici: “io scopo da dio”.
Questo è survey marketing.

9) Sei a una festa e vedi una gran figa. Ti avvicini e le dici: “io scopo da dio e resisto tutta la notte”.
Questo è pubblicità ingannevole!

(trovato in rete)

community manager vs utente

Mai un community manager vincente dovrà guardare i suoi utenti dall’alto verso il basso!

brunetta1Agostino Acri

Web Coaching- Antonio Maresca

antonio-maresca

Carissimi,

Antonio Maresca è un Consulente internet per le aziende turistiche. Web coach per progetti internet in ambito turistico ed in particolare per alberghi, casa vacanze e portali turistici.

Lui, come tanti del settore 2.0, vive di un dramma perenne:

FAR CAPIRE AGLI ALTRI CHE LAVORO FA!

Riporto sotto il suo saluto/testimonianza.

“Faccio il Consulente!

Oggi in chat Agostino mi chiedeva di scrivere un piccolo contributo per questo blog: “Che dici se mi scrivi qualcosa sul tuo lavoro?”

Detto…fatto! L’argomento mi piace anche perchè alla domanda “che lavoro fai?” mi risulta sempre difficile spiegarlo, soprattutto ai non addetti ai lavori!

La storia inizia nel lontano 2000, quando per festeggiare il nuovo secolo e per dare compimento ai consueti buoni propositi di buon anno, decido di dare una svolta alla mia professione. Mi ero (e, purtroppo, mi occupo ancora in parte) occupato di servizi internet nell’accezione più bieca della mera fornitura del sito web :-(

Vado da mia moglie e le dico: “da oggi faccio consulenza e formazione”. Cacchio…voglio vendere siti e vedo che “questi” (così chiamo i miei cari amici albergatori) non sanno manco di cosa stiamo parlando. Mia moglie, Santa Donna, mi guarda con sguardo pietoso e, senza dire alcuna parola, mi lascia intendere che se è questa l’ulteriore croce che dovrà sopportare…e sia!

Mi armo di giacca, cravatta, valigetta e parto. Dimenticavo la guardia del corpo…perchè “questi” cioè “quelli” che non capivano nulla di web marketing, promozione, visibilità, posizionamento etc. etc. dopo i convenevoli saluti, cercavano di picchiarmi.

Ho tenuto duro! Sono passato dal cicaleggio del modem analogico all’adsl (mica tanto meglio…prima o poi faccio causa alla Telecom), dall’ elogio dei maghi e degli strateghi, furbi posizionatori sui motori di ricerca al web 2.0, dove tutto amiamo condividere anche sta minc…ta di post :-(

Il mio proposito non è cambiato. Pian piano ho visto, invece, cambiare “quelli” che volevano picchiarmi per il solo fatto che tentavo di spiegargli come potevano raddoppiare/triplicare il fatturato dei loro alberghi on line.

La gavetta e le “mazzate” sono servite perchè nelle lunghe ore di anticamera e di colloqui con bassa, media ed alta “manovalanza” alberghiera ho capito cosa fosse un albergo e, ancora di più, cosa fosse e come la pensasse un albergatore.

Oggi posso dire che la maggior parte delle mie “consulenze” vivono di quel background maturato in quelle sale d’attesa, nel continuo conflitto con la mia dignità ed il mio orgoglio.

Spiegare il mio lavoro, senza raccontare la mia storia in breve, sarebbe difficile da far capire…in fondo la domanda, a cui, evidentemente, non voglio/so dare la risposta, mi perseguita ! Guarda un po’ http://www.antoniomaresca.com/2008/11/ma-che-mestiere-fai.html

Buone vacanze…per chi può staccare :-)”

Approccio all’utente verticale

Approccio all'utente verticale

Carissimi,

oggi volevo riportare in questo articolo il tema disquisito la scorsa sera in una cena tra “addetti a lavori 2.0”!

Tra deliziosi salumi calabri bagnati da un ottimo vino toscano in attesa delle pappardelle al tartufo, salta fuori un: “ma voi, per i vostri progetti, preferite usarle o no  le chat”?

In parole povere, la domanda è “Il rapporto tra l’utente è la redazione di una community dev’ essere così personale?”

A mio avviso una domanda del genere non dovrebbe neppure essere posta. Chi la decanta, evidentemente, non ha ancora ben chiara la differenza tra “1.0! e “2.0”.

Eppure, senza la necessita di essere degli accaniti studiosi di mass media , sociologia, antropologia e web marketing, la direzione che “la rete” ha preso da tempo dovrebbe essere chiara a tutti quelli che hanno una connessione da 56k in su!

Come ben sappiamo la televisione tradizionale perde tempo di permanenza come sudore in agosto. Motivo?

· mancanza di verticalizzazione attiva (canali tematici compresi )

· mancanza di partecipazione attiva da parte dello spettatore

· possibilità di scegliere (cosa, dove quando, come e perché)

tutte queste carenze, ovviamente, sono e devono essere i punti di forza del web, in particolare del web 2.0, in particolare delle community verticali.

Chi gestisce una community verticale (community manager/redazione) non deve nella maniera più assoluta porre nessun tipo di barriera, virtuale e non, tra se e l’utente. Non dimentichiamo mai che il nostro scopo finale è quello di far diventare l’utente “creatore di contenuti”, oltre che fruitore degli stessi. Soprattutto nei primi periodi, quando la community è appena nata e deve iniziare a popolarsi, bisogna che gli utenti pionieri siano il più in target possibile con il tema della community e stabilire con questi un rapporto quotidiano fatto di scambi di idee, pareri e proposte che serviranno a migliore e perfezionare il vostro progetto in fase di lancio. Skype, msn e facebook dovranno necessarimente prendere buona parte della nostra giornata. Create degli account con il nome del vostro progetto oppure usate i vostri account personali (in base al tipo di progetto ed alla strategia di comunicazione che avete in mente) rapportandovi agli utenti (con i dovuti accorgimenti) nella stessa maniera in cui vi rapportate normalmente con gli altri componenti della vostra rubrica/chat/lista/amici. Se saremo bravi e attenti, quando la nostra community sarà popolatissima e non avremo il tempo di chattare con i vostri utenti, saranno proprio questi utenti/pionieri a fare questo lavoro per voi (esattamente come succede con gli animatori/moderatori di forum), garantendo un servizio ancora più certosino e motivante per tutti.

Se pensate che questo sia tempo perso avete perso in partenza!

Agostino Acri

Il Marketing salva la vita!

 

roigurgito

roigurgito

 

Wiki dice che il marketing è: “ un ramo della scienza economica che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato, degli utilizzatori con l’impresa. Il termine prende origine dall’inglese market, cui viene aggiunta la desinenza del gerundio per indicare la partecipazione attiva, cioè l’azione sul mercato stesso.

Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione.”

Ma il marketing non serve solo a “piazzare” i prodotti aziendali. Dobbiamo essere tutti “uomini/donne marketing di noi stessi!

In questi giorni smanettando in rete ho trovato due notizie che mi hanno lasciato perplesso. Riporto i titoli:

Provoca incidente stradale mentre si masturba con una pompa pneumatica sul pene 

e

Donna si masturba con martello pneumatico e muore

INCREDIBILE MA VERO!

Non voglio dilungarmi ma pensate se queste due persone si fossero “piazzati” sul mercato. Si sarebbero evitate due stragi e si sarebbe salvata una vita!

Agostino Acri

Gestione del personale: Questo sconosciuto!

gestione del personaleNel bizzarro mondo del marketing, in continua evoluzione, ci sono e devono esserci delle costanti, dei punti fermi.  Uno dei più importanti (su cui il buon Kotler doveva soffermarsi un tintin di più) è la gestione del personale.

  La stragrande maggioranza degli imprenditori italiani sottovaluta (per non dire “non conosce”) il marketing e le potenzialità che questo avrebbe sui prodotti che vende(e noi qui a sbavare su social/viral/buzz e compagnia bella)   ma quasi nessuno (il quasi lo metto per ottimismo) è in grado di gestire al meglio il personale. Questa è un’imperdonabile pecca che reca più danno all’azienda, all’imprenditore e quindi al prodotto che al personale stesso.  Che gli imprenditori se lo mettano in testa.

Sull’interessante  sito PMI  ho trovato un pezzo che, leggendolo, mi ha fatto lo stesso effetto che la Bellucci faceva al pescatore che mordeva il polipo  nella pubblicità di Dolce e Gabbana! Cito testualemnte:

Solo l’imprenditore che riesce a interpretare e soddisfare le aspettative dei dipendenti riuscirà a soddisfare anche quelle dei clienti. Google, Toyota o Apple sono esempi concreti di aziende amate dai propri impegati, ambienti di lavoro dove i talenti più brillanti e le volontà più tenaci ambiscono a lavorare per sentirsi parte di un insieme riconosciuto e stimato.

Anche le piccole imprese possono creare relazioni armoniche al proprio interno seguendo lo stesso approccio: il senso di appartenenza, se sviluppato, si traduce in efficienza interna, fedeltà e desiderio di migliorare la qualità del prodotto e del proprio status professionale, producendo un’azione salutare per l’intero ecosistema economico: impresa, dipendente, mercato e clientela.

Fondamentale è la figura del leader che, con autorevolezza, riesce a far condividere le proprie scelte e mantenere coesi gli staff, coinvolgendo e motivando il personale nel processo decisionale. Raggiungere un obiettivo diverrà così sinonimo di benessere personale oltre che aziendale”.

Un saluto a Monica!

Agostino Acri

SeoPQR

seopqr-roigurgito

Sabato è stata un’otiima idea partecipare al SeoPQR tenutosi a Roma a

LA PAMPA” (a cui consiglio a tutti di andare anche solo per vedere le foto del proprietario in bacheca)!!!

Non c’erano solo gli addetti “seo” ma di tutto il ramo del web marketing in generale.  Ho consciuto  personaggi davvero interessanti tra le orecchiette con lardo di colonnata e salsiccia e la grigliata mista!  Ovviamente: visitatori unici , strategie di seo e web marketing e gossip aziendali l’hanno fatta da padrone impadronendosi almeno dell’87,6% della conversazione totale… Il restante?  “donne e conto”: due argomenti molto salati!

Qui di seguito linko la lista dei partecipanti all’evento. Pare manchi solo il buon Claudio Vaccaro nella lista anche se è stato uno dei mattatori della serata.

Un saluto particolare va a Rolando De Persio, Antonello Maresca, Alessandro Binello e Fabio Sutto con cui ho avuto il piacere di sedere al tavolo.

Alla prossima cena!

Agostino Acri

Le community verticali

Le community verticali. Roigurgito

Le community verticali. Roigurgito

 

Facendo un giro sui motori di ricerca mi sono accorto che è praticamente inesistente la voce

community verticale”. Che cos’è una community verticale?

Ve lo spiego io!

Le community verticali, anche conosciute come “vortal” o “portali verticali” vanno innanzitutto distinte dalle community generaliste, i  cui i prodotti/servizi offerti sono a un livello di specializzazione basso (es libero, yahoo, clarence).

Le community verticali, invece, si muovono su segmenti di mercato specifici, offrendo servizi e contenuti ad alto valore che servono a soddisfare appieno i bisogni di una determinata categoria di utente.

Le community verticali rappresentano un nuovo e potente mezzo di informazione, aggregazione, comunità, comunicazione e vendità di prodotti e servizi.

Internet, anche nello svogliato stivale,  sta diventando il primo referente di chiunque voglia o debba informarsi e/o confrontarsi su qualsiasi cosa ed è chiaro che gli abitanti del virtuale, da sempre intesi come nomadi confusi, stanno diventando nicchie sempre più profilate che tendono a mettere radici( ma sia chiaro: mai fedeli).

Facebook, ad esempio, fu pensato come strumento per la creazione di infinite community verticali di primo livello ed in America così è stato. In Italia, invece, come si poteva prevedere, il faccia libro è diventato lo strumento primario (battendo anche Alfonso Signorini) di gossip su amici, amici degli amici e amici degli amici degli amici, o come vetrina per i brand.

Quali sono gli strumenti che consentono ad una community verticale di ricavare ricchezza?

In primis advertising mirata, ma anche e-commerc e iniziative di co-branding e co-marketing della community con altri siti con interessi simili o complementari.

Gli elementi che contraddistinguono una community verticale e ne definiscono il business model?
La community (il  cuore)
Le collaborazioni (la mente)
L’interattività (il corpo)

In Italia,  da un paio d’anni, grazie a società pioniere come TheBlogTv, sta prendendo sempre più piede il concetto di video community, piccole grandi youtube dai video contenuti specifici (es mammenellarete).

Agostino Acri

 

Il volto dell’Orgasmo

Il volto dell'orgasmo

Uno degli errori più gravi e ripetuti dell’essere umano è quello di confondere il significato delle parole e quindi della loro dimensione temporale.

Da questo catulliano scambio semantico nascono i cosiddetti “conflitti interni”.

Uno dei classici esempi è quello: felicità/serenità.  Tutti almeno una volta abbiamo detto “vorrei essere una persona felice”errore! La serenità è uno status che può avere una durata, più o meno lunga, la felicità no. La felicità è un effetto derivato da alcune cause di cui noi siamo protagonisti o antagonisti o, in alcuni casi, spettatori.

La felicità è una sensazione fulminea che cessa nello stesso istante in cui viene riconosciuta.

Esempi di felicità:
•    Per un neonato: la prima volta che succhia il latte dal seno della madre
•    Per un masochista: ascoltare il “dlin dlon” di porta a porta
•    Per tutto il resto del mondo, compreso il 67,8% dei sacerdoti: L’orgasmo!
L’orgasmo è felicità. Essendo, come prima si diceva, una scossa di irrisoria durata, tranne per chi pratica il tantra, abbiamo mai avuto modo di vedere le nostre facce durante l’attimo felice? Si, insomma, durante l’orgasmo?
Nasce, a questo scopo, oltre che ha quello economico, la video community: beautiful agony.

ATTENZIONE: non è un sito porno!
Tutte le persone non timide e che non hanno problemi a farsi riconoscere possono pubblicare il video (sono ammesse solo inquadrature del viso) della loro sequenza d’orgasmo!

Ad incentivare questa bizzarra idea vi è l’aspetto economico: 200 dollari per ogni video che viene caricato! Per poter vedere tutti i video bisogna registrarsi al sito, ma potete gustarvi qualche trailer omaggio. Ovviamente il sito spopola di curiosi. Gli inventori dicono: “Il sito ammette: “Non sappiamo cosa stanno facendo, sappiamo solo che è reale ed è sexy as hell (sexy come l’inferno)”.
ROIgurgito vi offre un video, tanto per rendere l’idea!

Immagine anteprima YouTube

Lo so, lo so, non era un video di quelli del sito recensito, non ho resistito!

Agostino Acri

Di spalle conduco io

ROIgurgito- Di spalle conduco io
Lo so cosa pensi. Non è mica la prima volta che un uomo mi guarda così. Non sono nata ieri. Lo capirebbe chiunque che mi desideri. Te lo si legge in faccia. Quel pizzico di imbarazzo oggi ti è sparito dalle guance in meno di 60 secondi. E non so nemmeno il perché. Perché proprio oggi? Sono due settimane che passi ogni secondo di pausa dalla tua routine lavorativa a ronzarmi intorno. É palese che mi hai puntanto. É chiaro ed evidente, che mi hai messo gli occhi addosso. In tutti i sensi. Oggi anche in senso letterale. Mi stai fissando sfrontatamente negli occhi da diversi minuti. E allora? Cosa vuoi che dica o che faccia? Non te la darò vinta facilmente. E non prenderla come una sfida. Non c’è nulla di sessista, o di altezzoso. La mia è solo una richiesta: semplice e legittima. Io voglio godere. D’altronde il sesso questo è: piacere nudo e crudo. Che poi, noi umani, ci divertiamo a condire come più ci aggrada. E io oggi voglio un po’ di sesso a modo mio, se sesso deve essere. Perché di amore non ne parliamo proprio.
Non c’ho testa per l’amore oggi. Né ieri, a dire la verità. Né domani. C’è già quell’inappagato desiderio di tenerezza a crucciarmi. E mi basta. Il mio amore lo spendo tutto così: a volere quel qualcosa che nemmeno io so bene descrivere, quella sensazione che l’uomo che amo non può e non vuole darmi. Ma sono fatti miei per cui tu non ne devi sapere nulla. Adesso è di te e me che stiamo parlando. Di quello che vuoi e di quello che puoi darmi. Si tratta di mero scambio. Ma lo saprai poi davvero cos’è che vuoi? Forse sì. Voglio essere buona. Voglio crederti deciso. Ti prego però: non essere banale. La banalità no, mi disgusta.
Ritieniti fortutato perché non hai fatto la mossa più insulsa. Per tua fortuna non ti sei chinato a farmi delle proposte oscene nell’orecchio. Ci avrebbero visto tutti. Sarebbe stato più vergognoso per te che per me. Io mi sarei semplicemente scostata. Avrei allontanato la testa e tutti si sarebbero accorti di questo plateale atto di goffaggine. Dunque deciso e fortunato lo sei, per il momento. Cosa ti manca? Io direi una sana dose di creatività. È che non sai i piaceri che la carne può darti. Non li conosci tutti. Se sei così pigro da riperterti sempre e comunque… beh, mi dispiace ma non imparerai mai. Adesso lo so cosa vuoi. Vuoi la mia nudità. Vuoi vedermi senza vestiti. Lo posso intuire dalle occhiate che mi stai lanciando ad altezza busto. Nonostante tu il mio seno non l’abbia mai visto, sai già che ti piacerà. Bah! Totalmente ridicolo: apprezzare senza provare. Non si è mai sentita peggior ruffianeria. Io voglio che tu possa tastare ed esperire, saggiare e provare, ma solo quello che dico io e come dico io.
Se ti chiedessi di seguirmi, lo faresti? Non ho bisogno di un talamo col baldacchino per prendermi ciò che desidero adesso. Vieni di là, nell’altra stanza. E’ abbastanza buia e silenzionsa. Sii buono, fatti portare per mano sin dove voglio arrivare. Devi solo seguirmi: sono pochi passi. Lì potrò darti maggiore libertà. Non mi denuderò per te, o almeno non completamente. Potrai afferrarmi, anche forte ma non subito. Prima lascia che io possa sfilarmi gli slip e tirarmi su questa gonna stretta. Solo a quel punto potrai farti avanti.
Ti prego di non usare le mani. Non mi importa se le hai lavate poco fa oppure no. Lasciamo stare. Se vuoi, al massimo puoi metterle sulle mie cosce. Oggi mi va così. Se non ti va, non spogliarti. Anzi meglio: rimani vestito. Odio il rumore della fibia metallica che scampana, così come lo strusciarsi dei vestiti ruvidi sulla mia pelle. Non ho bisogno di essere penetrata, nel senso più letterale del termine. Se ti sta bene per il momento mi concederò solo alla tua bocca. Ma molto lentamente. Devi lasciare che sia io a condurre il gioco. Devi farti guidare dalla belva, prima, se vuoi tentare di addomesticarla, dopo. Stringimi le natiche adesso, stringimi forte. Ma lasciami libera di girarmi. Voglio darti la schiena. Non lo faccio per evitare di fissarti negli occhi. Anzi questo sarebbe per me fonte di grande soddisfazione. Vederti schiavo dei miei voleri non ti nascondo che mi darebbe un senso di fiero comando. Mi giro per darti un po’ più di corda, per stare più comoda. Comunque ti porterò dove voglio. Adesso ho solo il desiderio di sentire le tue labbra calde che corrono su e già per il mio sedere. I miei fianchi sono l’unico limite che ti pongo. Anzi ti do un consiglio, e fanne tesoro: oggi la battaglia potrai vincerla solo su quel campo. Sono i fianchi l’unico territorio su cui potrai cantar vittoria.
Ma fa’ in fretta. Hai pochi minuti per mostrarmi che vali qualcosa. Domani chissà. Usciamo presto da questo piccolo antro. Non voglio che qualcuno ci scopra. Dovrà essere solo io e te, se davvero vuoi che continui.

Scritto Dall’amico smeerch.

Il racconto è stato pubblicato sotto licenza creative commons